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Manipolazione fasciale® - Parte pratica - Secondo Livello

Autori:Stecco - Stecco

Editore:Piccin

Volume:Unico

Edizione:III 2026

Lingua:Italiano

Finitura:Copertina flessibile

Misure:19,5x28,5 cm

Pagine:304

Peso:0.7 kg

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La copertina di questo libro riprende due immagini simili a quelle della copertina del libro pubblicato nel 2002. In esso per la prima volta si parlava delle spirali mio-fasciali e del loro ruolo nella gestione dei movimenti globali del corpo umano.
Il cammino dell’uomo è uno dei gesti motori coordinati, non solo dagli impulsi nervosi generati dal cervello, ma anche dai tiranti collagenici, simili ai fili di una marionetta, che sincronizzano i movimenti dell’arto inferiore di un lato con quelli dell’arto superiore opposto.
Al giorno d’oggi si studia la biomeccanica del passo con vari strumenti, ma non si spiega come possa il cervello gestire in contemporanea la cinematica del passo e le dinamiche che possono intervenire a modificarne il normale decorso. Se, ad esempio, una persona inciampa durante il cammino ecco che c’è un’improvvisa riorganizzazione di tutti gli schemi motori. La persona cadrebbe per terra se non ci fosse una coordinazione motoria periferica che anticipa le afferenze verso il cervello e gli impulsi efferenti verso i vari muscoli.
Lo stiramento della fascia agisce sui fusi nm e sugli organi tendinei, determinando l’improvvisa attivazione degli schemi motori di supporto alla nuova evenienza. Questo stiramento non è casuale, ma organizzato secondo le sequenze, le diagonali e le spirali mio-fasciali.
Esaminiamo ora solo le fibre collagene spiraliformi, che durante il passo coordinano il cingolo pelvico con quello scapolare; cominciamo dal movimento dell’arto inferiore:
• la pelvi dx è posta in adduzione anteriore (CF anme-pv) ed essa permette alla coxa di portarsi in avanti e di lato (CF an-la-cx): questo movimento stira le fibre collagene oblique della fascia addominale che si propaga fino al gran pettorale opposto
• la scapola sn è posta in adduzione anteriore (CF an-me-sc) ed essa permette all’omero di portarsi in avanti e in fuori (CF an-la-hu).
Passiamo alla spirale breve posteriore, che sincronizza il movimento dei due cingoli opposti:
• la pelvi sn si trova in adduzione posteriore (CF re-me-pv) ed essa permette alla coxa di portasi indietro e di lato (CF re-la-cx): la tensione di queste fibre collagene sale, tramite le fibre collagene dell’aponevrosi del gran dorsale, fino al cingolo scapolare opposto
• la scapola dx si trova in adduzione posteriore (CF re-me-sc) e questo permette all’omero di portarsi indietro e di lato (CF re-la-hu).
Le fibre collagene di ante-medio-pelvi, per collegarsi con quelle di ante-medio scapola del lato opposto, devono incrociarsi sopra l’ombelico e così avviene anche per le fibre collagene che uniscono i CF di ante-latero-coxa e ante-latero-omero.
Nella parte posteriore del tronco le fibre collagene di retro-medio-scapola scendono lungo il trapezio e passano dal lato opposto, seguendo la parte inferiore di questo muscolo. Le fibre collagene di retro-latero-omero seguono l’andamento del gran dorsale per poi passare verso il grande gluteo del lato opposto.
I CF della pelvi e della coxa, della scapola e dell’omero, per realizzare il movimento in spirale, si collegano ai muscoli larghi del tronco (grande gluteo, deltoide, gran dorsale, obliqui, ecc.) i quali si prolungano negli arti formando la loro fascia aponevrotica (fascia lata, fascia brachiale, ecc.). All’interno di questa fascia troviamo, a livello del carpo e del talo, i retinacoli dei muscoli flessori ed estensori.
Da questi retinacoli prendono origine i piccoli muscoli della mano e del piede. I movimenti di queste estremità, programmati dal cervello, generano una trazione disto-prossimale sulle fibre collagene spiraliformi comprese nella fascia aponevrotica. La continuità delle fibre collagene del piede con quelle dell’arto inferiore permette l’assestamento posturale, che si verifica quando una persona, durante il cammino, urta improvvisamente contro un ostacolo.
La continuità delle fibre collagene della mano con quelle prossimali del braccio permette l’adeguamento dei gesti motori dei segmenti prossimali ai gesti motori pensati per l’estremità.

9788829936281
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