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Anatomia e Osteopatia - Basi anatomiche per osteopati
Autori:Chantepie - Perot
Editore:Piccin
Volume:Unico
Edizione:2016
Lingua:Italiano
Finitura:Copertina flessibile
Misure:19X27 cm
Pagine:211
Peso:1 kg
Il corpo umano è sottoposto a imperativi statici, all verticalità e orizzontalità dello sguardo e deve essere costantemente sia mobile sia stabile, il che è contraddittorio. Deve adattare la sua posizione alla gravità, forza dall’alto, e alla risposta dal basso. Come tutti i corpi eretti, risponde alle leggi della gravità. Affinché il corpo sia in equilibrio, la proiezione del centro di gravità del corpo umano deve rimanere al di sopra del suo poligono di sostegno. Per la sua struttura ossea, la pelvi è il punto massimo di incontro di queste forze: l’ileo riceve le forze provenienti dal basso e l’osso sacro quelle provenienti dall’alto. Il corpo umano è una sovrapposizione di segmenti articolati, ciascuno dei quali è in equilibrio con quello sottostante. Quando un segmento deve trovare il suo equilibrio, può farlo solo a partire dal segmento situato inferiormente. Così la partenza dell’equilibrio sembra essere la reazione del piede al suolo.Tutte le disfunzioni articolari perturbano la postura del corpo umano quindi, inevitabilmente, le linee di gravità e il loro rapporto reciproco. Il rapporto delle diverse linee matematiche del corpo umano varia quindi costantemente in funzione delle variazioni della postura.
La conoscenza dell’anatomia permette di comprendere meglio le variazioni a cui l’equilibrio posturale della meccanica umana può essere sottoposto. L’anatomia che abbiamo cercato di presentare in questo libro è prima di tutto un’anatomia clinica orientata verso la pratica osteopatica. Non si tratta di anatomia descrittiva, per la quale il lettore si può riferire ai numerosi testi già esistenti, ma di un’anatomia prima di tutto pratica, indispensabile alla comprensione delle disfunzioni osteopatiche e al trattamento di differenti quadri clinici riscontrati. L’attenzione è stata volontariamente posta sugli elementi essenziali con cui ogni osteopata si trova a confrontarsi durante la pratica quotidiana. Al fine di rispettare l’approccio che ha caratterizzato tutta la stesura dei «Cahiers d’ostéopathie», e che mette in evidenza il concetto osteopatico che ci hanno trasmesso i nostri mentori, abbiamo limitato consapevolmente le descrizioni anatomiche alle strutture in rapporto con l’asse cranio-sacrale. La conoscenza dell’anatomia è una base fondamentale per la diagnosi e per il trattamento.
Il suo insegnamento, spesso e logicamente affidato ai chirurghi, ha perso terreno nelle facoltà di fronte ai nuovi approcci socio-economici, statistici, etici verso la salute. Certamente è più piacevole avvicinarsi all’anatomia nei musei piuttosto che nelle sale di dissezione o nelle biblioteche.
Era opinione comune che l’anatomia descrittiva fosse congelata e sclerotica: le nuove tecniche terapeutiche ci impongono di riscoprirla e di conoscerla continuamente.
Le tecniche di immagine offrono un approccio diagnostico sempre più dinamico (ecografia, RM), l’endoscopia permette la descrizione delle varianti fisiologiche o patologiche il cui interesse era sottovalutato in dissezione. L’analisi funzionale in chinesioterapia e osteopatia è un elemento indispensabile alla comprensione fisiologica.
Più in generale, le tecniche diagnostiche e i trattamenti possono essere meno invasivi solo a condizione di «padroneggiare» le conoscenze anatomiche.
Se da un lato i radiologi digitalizzano l’anatomia, gli «operatori manuali» cioè i chirurghi, i chinesioterapisti e gli osteopati, la conoscono e la praticano «sulla punta delle dita».
Molto spesso, si rimprovera all’osteopatia una descrizione «esoterica» dei «collegamenti» anatomici fondamentali per la comprensione delle disfunzioni e dei loro trattamenti.
Se ortopedici e osteopati lavorano insieme da decenni, dobbiamo riconoscere che usano un vocabolario simile, ma non si capisce come mai parlino di lesioni diverse!
André Chantepie e Jean-François Pérot si applicano ad insegnare e a praticare l’osteopatia con il rigore cartesiano necessario. Anche per loro, la conoscenza anatomica è un imperativo costante, indispensabile per la descrizione delle lesioni e per il loro trattamento adatto, permettendo di migliorare i risultati e limitando qualsiasi iatrogenia.
Dobbiamo ringraziarli per questo straordinario lavoro sui collegamenti anatomici dell’osteopatia che deve permettere una migliore comprensione per una migliore cura
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